Orti domestici e familiari: una tradizione italiana

Pubblicato il da supergg8

Gli orti domestici o familiari generalmente hanno una estensione che non supera i cento metri quadri, ma che a volte si riduce a quella permessa da grossi vasi da terrazza. Sono diffusissimi nelle periferie, nelle case di campagna, nei piccoli centri, ma ultimamente stanno invadendo anche i giardini e le terrazze delle case delle grandi metropoli, o gli spazi comuni, anche grazie alla sensibilizzazione dovuta a movimenti come il “Guerrilla gardening”, che attraverso azioni non violente auspica la riqualificazione di spazi urbani incolti.

In Italia, tradizionalmente gli orti domestici ospitano, piante da orto, fiori e alberi da frutto (agrumi, viti, ciliegi, olivi, fichi, meli) e sono in molti casi un valido sostegno alla economia domestica. Il ricorso a ulla manodopera reclutata nell’ambiente domestico, l’utilizzo di tecniche come la dissodatura e la zappatura a mano e l’innaffiatura localizzata, l’uso di cultivar tradizionali e di sementi spesso autoprodotte, il ricorso a concimi naturali (come scarti alimentari) e il bassissimo utilizzo di veleni e anticrittogamici, determinano una produzione a basso costo che se non ottimale dal punto di vista quantitativo (lontana dagli standard della produzione massiva), lo è dal punto di vista qualitativo. Gli orti familiari sono utilizzati per lo più stagionalmente e al nord vengono spesso lasciati a riposo nei mesi invernali quando il ghiaccio e la neve ricoprono il terreno e ne rendono difficile la lavorazione. Spesso, proprio durante i mesi invernali vengono approntate delle serre o delle coperture a tunnel per proteggere dal freddo piante in produzione (radicchi ad esempio) o in fase vegetativa che entreranno in produzione in estate o in primavera. Le chiome degli alberi da frutto vengono di solito avvolte con fogli di cellofan trasparente, mentre la base del fusto viene coperta con paglia, segature o film di nailon nero per evitare il congelamento del tronco e delle radici più superficiali. Le produzioni di ortaggi riguardano per lo più brassicaceae (cavolo, broccolo, verza, cavolo cappuccio, cavoletti di Bruxelles, etc.), cucurbitacee (meloni, cetrioli e zucchine, tutti nel periodo estivo), solanacee (per lo più melanzane, peperoni e pomodori, questi ultimi utilizzati principalmente per produrre conserve da consumare nel corso dell’anno) e insalate e radicchi. Lungo i confini dell’orto vengono di solito coltivate siepi di piante aromatiche, fiori e alberi che oltre a produrre frutta, fungano da frangivento e hanno una utilissima funzione ombreggiante.

orto (piselli nani e spinaci)RaupeCherry tomatoesCherries

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